Sono arrivati a Luglio alcuni chiarimenti dell’INPS circa l’Incentivo per le assunzioni dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Riassumiamo di seguito i punti principali della normativa.

Quali sono i rapporti di lavoro incentivati?

L’esonero contributivo riguarda le assunzioni a Tempo Pieno ed Indeterminato di uno o più beneficiari del Reddito di Cittadinanza.
Sono ricompresi tra i rapporti di lavoro incentivati anche:

  • i contratti di apprendistato;
  • i rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro;
  • le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione.

 

Cosa succede se il rapporto si trasforma a part-time?

Se, su richiesta del lavoratore, il rapporto viene trasformato da tempo pieno a tempo parziale, nelle ipotesi previste a tutela di particolari situazioni soggettive del lavoratore, è possibile continuare a fruire dell’agevolazione.
Si tratta delle situazione in cui la richiesta del dipendente sia motivata dalla presenza di gravi patologie per le quali residui una ridotta capacità lavorativa o, ancora, alle ipotesi in cui il lavoratore manifesti la volontà di ridurre l’orario di lavoro in luogo del congedo parentale.
Nel caso in cui l’orario venga trasformato, in assenza delle motivazioni sopra definite, il datore di lavoro non potrà continuare a fruire dello sgravio.

 

A quanto ammonta l’Incentivo?

L’incentivo ammonta all’importo che avrebbe percepito il beneficiario del RdC se non avesse instaurato un rapporto di lavoro subordinato. L’esonero copre i contributi a carico del datore di lavoro e del lavoratore, ad esclusione dei contributi INAIL, con un tetto massimo mensile di 780€

 

Quanto dura l’Incentivo?

La durata è pari alla differenza tra 18 mensilità e le mensilità già godute dal beneficiario del RdC fino alla data di assunzione, con un minimo pari a 5 mensilità.
In altre parole il datore di lavoro avrà diritto all’incentivo per un numero di mensilità uguali a quelli di cui avrebbe fruito il beneficiario.

 

Restituzione dell’incentivo. Quando opera?

Il datore di lavoro è tenuto alla restituzione dell’incentivo nei seguenti casi:

  • licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo dichiarato illegittimo;
  • recesso dal contratto di apprendistato, da parte del datore di lavoro, al termine del periodo di formazione;
  • recesso dal contratto, da parte del datore di lavoro, durante il periodo di prova;
  • dimissioni del lavoratore per giusta causa.

 

Ci sono condizioni da rispettare e limiti?

Condizione fondamentale per il riconoscimento dell’incentivo è la comunicazione preliminare delle disponibilità di posti vacanti sulla Piattaforma ANPAL da parte del Datore di Lavoro (siamo in attesa di ulteriodi chiarimenti Ministeriali).

Il datore di lavoro dovrà inoltre rispettare i principi generali in materia di assunzioni agevolate nonché la normativa in materia di Sicurezza sul Lavoro.
Gli incentivi vengono riconosciuti nei limiti definiti dai Regolamenti UE sugli aiuti di Stato secondo il regime De Minimis.

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incentivi per assunzioni con il reddito di cittadinanza